Le prossime aperture possibili.

Tre colori, gli stessi di un semaforo, per distinguere i il grado di rischio delle aziende. Li ha assegnati la task force governativa presieduta da Vittorio Colao e nominata da Palazzo Chigi per guidare l’Italia nella fase 2 dell’emergenza coronavirus, quella che dovrebbe riportare i lavoratori nelle aziende nel rispetto di tutte le misure di sicurezza.

In verde, le realtà produttive che avrebbero i rischi minori nell’ipotesi di una riapertura nei prossimi giorni, forse il 22 aprile, come ipotizza il ministro dello Sviluppo Stefani Patuanelli, o più probabilmente il 28 aprile, come chiedono più prudentemente i sindacati, la compagine governativa del Pd ed il ministro della Salute, Roberto Speranza. Il colore giallo è destinato alle aziende che dovrebbero attendere un secondo momento per poter riaprire, mentre quello rosso identifica le realtà produttive ancora ad alto rischio

Per oggi è prevista una nuova riunione della task force, nel corso della quale ci cercherà di capire come stanno le cose per poter ripartire.





Sul tavolo degli esperti guidati da Colao ci sarà con l’elenco completo dei settori produttivi ed i rispettivi colori assegnati, cioè i relativi gradi di rischio. Come si può vedere nell’elenco, tra i comparti che potrebbero riprendere per primi l’attività ci sono quelli dell’agricoltura, l’industria manifatturiera (alimentare, chimica, metallurgica, ecc.), dell’editoria, delle agenzie immobiliari e di viaggio, ecc.

Più cautela, e quindi semaforo giallo, per la ristorazione, i bar, le palestre, la scuola ed i trasporti. Mentre, paradossalmente, il colore rosso, cioè quello che segna il rischio più alto, interessa le attività che non si sono mai fermate ma che mantengono un grado di pericolosità importante. Si tratta del trasporto aereo e dell’assistenza sociale e sanitaria non residenziale.



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