Verso la fase 2 Covid-19.Ipotesi al vaglio.

Sanificazioni, obbligo di mascherina nei negozi, distanziamento di 1,5 metri all'aperto, rapporto inderogabile tra spazi commerciali e persone all'interno dei locali (10 metri quadri a testa per i negozi, 4 metri quadri per i bar), orari scaglionati per le attività commerciali e per gli uffici pubblici: le librerie per esempio potrebbero aprire alle 11, tabaccai e abbigliamento potrebbero alzare la serranda prima. Ecco i cinque punti per la ripartenza di Roma e del Lazio discussi in un vertice tra la Regione, la Prefettura, il mondo delle imprese e i sindacati. I tempi li detterà il governo nazionale, ha detto chiaramente il governatore Nicola Zingaretti. Insomma, nel Lazio niente fughe in avanti. Non si arriverà a una nuova ordinanza, ma entro oggi sarà stilato un decalogo con regole valide per tutti e una serie di indicazioni per ciascun comparto produttivo.

I commercianti hanno chiesto l'obbligo di mascherina per entrare nei negozi. È un punto che dovrebbe essere accolto (in molti supermercati del resto è già così). Non sarà indicata una categoria di mascherine in particolare, andranno bene anche quelle di stoffa riutilizzabili 50 e più volte. Il 4 riapriranno fabbriche e cantieri, ma si sta discutendo anche la possibilità di allargare il perimetro agli studi professionali e ai servizi. Poi dovrebbe toccare al commercio non-food. Per le regole di ristoranti e bar invece è tutto rimandato a una fase successiva, spiega Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma. «Lo stesso discorso - aggiunge - vale per palestre, centri benessere ed eventi culturali: ne parleremo in un secondo momento con equilibrio, ora stiamo cercando di capire cosa si può riaprire subito». Per alcune categorie di negozi si parla anche di barriere alle casse e gel disinfettante. All'aperto il distanziamento minimo sarà di 1,5 metri-2 metri. Per le aziende c'è l'ipotesi di istituire, sul modello del medico competente, un referente per il Covid-19, il quale dovrà elaborare un piano per gestire eventuali isolamenti nel caso di un contagio, in raccordo con la Asl, e sanificazioni. Per gli uffici e le attività non a contatto con il pubblico, la Regione chiederà di rimanere ancora in smart working, modalità che nel Lazio è stata utilizzata dal 45% della forza lavoro, contro la media nazionale del 26%. Il vice-governatore Daniele Leodori ha spiegato che le linee guida si baseranno su 5 P: «Prudenza, prevenzione. protezione con gli strumenti necessari, progettualità e piccoli passi, perché la riapertura sarà progressiva».




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